Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Rischio a due (Two for the money, D.J. Caruso, 2005)

In un tripudio di autoincensamento vorrei riportare qui fedelmente (fa testo la data) ciò che avevo preventivamente e pregiudizialmente scritto in adatto loco giorni fa, sul film:

mi giocherei qualcosa sulla trama: giovane di belle speranze viene aiutato da un mefistofelico boss del settore in cui cerca di inserirsi (qui le scommesse), ma poi tenta di superare il Maestro, seguendo le sue regole di affari affari senza sentrimento e senza coinvolgimento, il maestro prima acconsente poi cerca di farlo deviare (magari complice una pupa che prima stava col Maestor e ora sta col pupo) sentendosi minacciato, ma alla fine il giovine rifiuterà di diventare uno zombie e denuncerà/o abbandonerà il Maestro comprendendo che la vita giusta è quella onesta e sentita…

Posso dire di averci preso – quasi – in pieno. Non che fosse difficile: si capiva lontano un miglio cosa ci si potesse aspettare da questo film. facendo il verso al personaggio, potrei dire che la vittoria della scommessa era nella mia tasca ancor prima della visione.
Non mi pare resti molto altro da dire. Pacino, che è un signor attore, ha veramente rotto i cosiddetti con questi suoi pigmalioni mefistofelici che se gli son riusciti in qualche film non è detto che debba ripeterli in continuazione. Non è un attorucolo che deve sfruttare il successo di un personaggio e stamparne varie copie, ma un genio istrionico che deve cambiare pelle di continuo per dispiegare tutte le cartucce di cui carico.
Il danno qui è approntato complice anche il regista, tale D.J. Caruso, che non avendo il polso necessario non riesce a coordinare e “imbrigliare” la forza istrionica di cotanto attore. E via dunque a una serie di “pezzi di bravura” – il sintagma è ironico, ndr. – di Pacino che lasciano il tempo che trovano, che sfiorano il ridicolo nelle eccessive aperture teatrali, nei continui ammicammenti da guardate-il-grande-attore-che-fa-sfoggio-del-suo-carisma. Aggiungeteci che McConaughey ha l’espressività di un quarto di bue appeso in macelleria e il gioco è fatto. Qualche interessante spunto sul rapporto putativo padre/figlio è in realtà realizzato poi con la massima superficialità, finendo col non scuotere assolutamente nulla.
Il film ha anche qualche momento buono, ma niente salva lo spettatore da frequenti sbadigli (presente, nonostante fossi anche in dolce compagnia al cinema) e dalla parte finale del secondo tempo colpevole di un tripudio di moralismo spicciolo e di ravvedimento irritante e mieloso, anche perché prevedibile. Rischio a due da quello che ci si aspetta nelle forme che ci si aspetta, non garantisce alcun sobbalzo allo spettatore, alcuna novità, marcia fino alla fine secondo un copione già visto, riservandosi di non tralasciare neanche uno dei passaggi obbligati di questa storia preconfezionata.
Speriamo solo che Pacino molli queste boiate e si decida a tornare a fare l’attore.

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3 risposte a “Rischio a due (Two for the money, D.J. Caruso, 2005)

  1. UnoDiPassaggio 4 maggio 2006 alle 13:14

    Sì, va bene. Ma io mi chiedo: PERCHE’ andare a vedere “Rischio a due”?

  2. NoodlesD 4 maggio 2006 alle 17:47

    perché era l’unico – tra quelli che programmava il cine – che non avevo ancora visto e perché la mia accompagnatrice voleva vederlo 😛

  3. utente anonimo 29 maggio 2006 alle 17:31

    ed il doppiaggio di pacino l’ho trovato veramente mediocre.
    whiterussian

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